Guida all'Eredivisie 2017/18 - PSV Eindhoven

a cura di Giorgio Crico

OPERAZIONE RILANCIO


Dopo lo scudetto sacrosanto di ormai tre stagioni fa e quello inatteso del 2015-2016, lo scorso anno le Lampadine non hanno illuminato granché (è proprio il caso di dirlo). Il terzo posto finale a sei lunghezze di distanza dal Feyenoord campione potrebbe far supporre che solo un cedimento finale abbia estromesso il PSV dalla lotta per il titolo ma, in realtà, gli uomini di Cocu hanno sempre dato l’impressione di stare due o tre passi più indietro dei rivali ajacidi e Rotterdammers, senza avere troppi diritti da rivendicare sull’assegnazione dello scudetto.

Il mercato di quest’estate, almeno finora, ha però mostrato una certa qual voglia di cambiamento da parte della società di Eindhoven, senza alcun dubbio sponsorizzata anche dallo stesso Phillip Cocu, apparso non sempre a suo agio nella gestione del gruppo. Nonostante l’autorità che gli dovrebbe provenire dall’aver vinto due campionati di fila e dall’essere in sella da ormai quattro anni, con tanto di fiducia conferita e ribadita più volte dai piani alti, il mister del PSV non controlla più lo spogliatoio come due o tre anni fa e, presumibilmente, cercherà di riplasmare il gruppo in maniera che torni a obbedirgli come se fosse un’estensione di sé. 

Il messicano Hirving Lozano, uno dei nuovi acquisti del PSV. 
Anche in quest’ottica, oltre che in quella prettamente economica, si spiegano le cessioni di elementi molto rilevanti della rosa ma, al contempo, dotati di una personalità diventata quasi ingombrante, come Andrés Guardado, Héctor Moreno e Jetro Willems. Per rimpiazzarli, almeno a livello numerico, sono arrivati Derrick Luckassen, difensore centrale ex AZ, l’attaccante esterno Hirving Lozano (sin qui probabilmente “il” colpo di mercato di tutta l’Eredivisie) e Van Ginkel – anche se, in quest’ultimo caso, si tratta di un ritorno più o meno annunciato. Un'altra pedina importante che ha lasciato pochi giorni fa Eindhoven è Davy Propper, accasatosi agli inglesi del Brighton, in Premier League.

Dando per scontato che probabilmente qualche altro ritocco ci sarà (forse tra i terzini ma anche in mezzo al campo), è da notare che la cessione in particolare di Guardado sia d’altro canto un’investitura per Jorrit Hendrix, chiamato a imporsi definitivamente come titolare e faro del centrocampo per quanto concerne l’impostazione e la gestione del primo possesso. Pur non avendo una tecnica minimalista ed efficace come quella del messicano, l’olandese compensa un temperamento da guerriero magari ruvido ma ben asservito agli scopi della squadra, di fatto andando a ricoprire il ruolo che sarebbe dovuto essere un giorno dell’oggetto misterioso Maher, rientrato da un’esperienza turca poco esaltante e in procinto di ripartire di nuovo per chissà che destinazione. Moreno sarà invece rimpiazzato da Luckassen che, sulla carta, può accordarsi discretamente bene con Schwaab e decisamente meglio con Isimat-Mirin.


Luuk de Jong, un centravanti in attesa di rilancio.
Davanti molto dipenderà da chi verrà scelto come centravanti titolare tra il fantasma di Luuk de Jong visto negli ultimi 6-7 mesi oppure Jürgen Locadia, al momento dirottato spesso in fascia ma non proprio entusiasta dell’accomodamento. La designazione finale influenzerà enormemente i meccanismi d’attacco del PSV data la natura più statica e associativa di de Jong da un lato e, invece, la facilità di corsa e di attacco della profondità di Locadia: in sintesi i due rappresentano due modi diversissimi di interpretare il ruolo di centravanti. Sempre in attacco non è in discussione la titolarità di Pereiro, ormai uno dei leader tecnici della formazione, ma sarà particolarmente interessante osservare che tipo di ruolo e compiti Cocu saprà ritagliare a Lozano, la nuova arma di distruzione calcistica di massa delle Lampadine. Giocatore costato moltissimo per gli standard attuali dell’Eredivisie, il messicano è un colpo quasi sensazionale per il contesto del PSV e dovrà diventare una certezza il prima possibile perché troppo del destino immediatamente prossimo della squadra del Philips Stadion passa attraverso di lui.

Che si tratti di una stagione difficile da decifrare per la compagine di Eindhoven, come l'ultima, del resto, lo testimonia anche l'esclusione storica dall'Europa League di qualche giorno fa, che non fa altro che gettare ulteriori incertezze sul futuro del PSV: per la prima volta dopo 44 anni di storia, i Boeren sono fuori dalla fase principale di una qualsiasi competizione europea. Cocu è pronto per iniziare una nuova Operazione Rilancio, anche se, per ora, sarà solo in campo nazionale..


L'ALLENATORE: 
PHILLIP COCU 
46 anni






LA FORMAZIONE


Cocu è uno stranissimo caso mediatico: dato il suo passato da calciatore e la primissima esperienza lampo sulla panchina proprio del PSV (una ventina di partite ad interim nel girone di ritorno ma, nonostante ciò, una Coppa d’Olanda messa in bacheca in puro stile Di Matteo), in Europa se ne parlava come di un predestinato prima ancora che allenasse una squadra per una stagione intera dall’inizio alla fine. Poi, una volta arrivato per davvero sulla panchina dei Boeren, ha smesso di far notizia finché non ha vinto il primo titolo di Eredivisie. Dopo un’estate di accostamenti folli e previsioni irrealisticamente positive sul suo futuro, è quindi ripiombato nel dimenticatoio, senza più uscirne nemmeno in occasione del secondo scudetto consecutivo. La verità è che si tratta di un allenatore molto capace ma al contempo particolare nella gestione umana e psicologica del gruppo: bravo a instillare l’odio per la sconfitta, lo spirito di sacrificio e la voglia di giocare per fare risultato sempre e comunque nei suoi, meno a trascinare positivamente la rosa quando la situazione non è idilliaca o a farsi ascoltare per più stagioni di fila. Tradotto in italiano: o le sue squadre fanno stagioni eccelse o rimangono confinate in un’aura mediocritas frustrante.


Anche lui parte sempre dal 4-3-3 e, quest’anno, dovrebbe procedere con Zoet in porta, Arias e Brenet sulle fasce con, in mezzo alla difesa, la nuova coppia Luckassen & Isimat-Mirin. In mezzo al campo Ramselaar e Van Ginkel saranno i titolari insieme a Hendrix, mentre davanti Luuk de Jong sembrerebbe essere ancora invischiato in un’involuzione paurosa e Locadia scalpita per riprendersi il centro dell’attacco. Il numero 9 dei Boeren dovrebbe, comunque, rimanere titolare e, se sulle ali dovrebbero trovare spazio soprattutto il neo-acquisto Lozano e Gastón Pereiro, non bisogna sottovalutare la concorrenza dello stesso Locadia, considerato da Cocu un’opzione seria per la fascia, e i giovanissimi Gudmundsson e Bergwijn.

OBIETTIVO: Titolo

LO STADIO: PHILIPS STADION


Bellissimo e moderno impianto situato in Frederiklaan, a due passi dalla stazione ferroviaria di Eindhoven, il Philips Stadion può ospitare fino a 35.000 spettatori ed è la casa del PSV Eindhoven fin dalla sua nascita, essendo inaugurato il 31 agosto 1913. Ha ospitato diverse partite dell’Europeo del 2000 ed è valutato dall’UEFA con 4 stelle, potendo così ospitare la finale di Europa League, cosa che è avvenuta nel 2006, quando il Siviglia sconfisse il Middlesbrough per 4-0.



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