L'origine della rivalità tra Feyenoord ed Ajax


A metà degli anni ’50, con l’avvento del semiprofessionismo, i vari campionati subirono una vera e propria rivoluzione. Venne istituita una lega unificata chiamata Eredivisie. Al di sotto della “Divisione d’Onore” furono originariamente costituiti due livelli di calcio semiprofessionistico: la Eerste divisie (letteralmente Prima Divisione) e la Tweede divisie (letteralmente Seconda Divisione). 

Fino a quel momento l’Ajax Amsterdam aveva conquistato per 8 volte il titolo di Campione d’Olanda mentre il Feyenoord era riuscito a trionfare in sole 5 occasioni. Tra le due squadre non c’era ancora quella rivalità che oggi rende questa sfida, denominata “Klassieker”, una delle partite più intense e più combattute a livello europeo. 
Dove affondano le radici di questa accesissima rivalità che ha portato spesso ad incidenti tra tifosi e costretto i borgomastri delle due città a chiudere le curve avversarie per evitare incidenti, in alcuni casi anche mortali? La principale causa scatenante il dualismo tra Amsterdam e Rotterdam, almeno dal punto di vista calcistico, è stata la nazionale olandese. 

Stranamente, la squadra che avrebbe dovuto unire i giocatori ed i tifosi delle due squadre, si rivelò essere “l’origine del male”, la causa scatenante di una rivalità infinita. 
È vero, si tratta di due città profondamente diverse sebbene si trovino a qualche decina di chilometri l’una dall’altra. Rotterdam era sempre stata la città economicamente più forte, grazie al proprio porto che in poco tempo era diventato il principale scalo d’Europa. Amsterdam, dal canto suo, era sempre stata una città di divertimenti, il luogo della trasgressione e la città simbolo per eccellenza di quel liberismo ancora lontano dal contagiare l’intera Europa. 

Eravamo nella primavera del 1962. L’Ajax aveva vinto la prima edizione della Eredivisie, nel 1957, e si era ripetuta nel 1960, sopravanzando proprio il Feyenoord di soli 3 punti, anche se, nell’ultimo turno di campionato, i Rotterdammers avevano sconfitto i lancieri per 3–0. Nella stagione seguente erano stati i biancorossi di Rotterdam a trionfare. Al De Kuip era finita 9–5 per il Feyenoord, con una quaterna di Schouten. Anche nel match di ritorno trionfò il sodalizio di Rotterdam Sud, veleggiando così verso il titolo di campione d’Olanda. 

Proprio il 1962 fu un anno nero per la nazionale. Lo zoccolo duro della squadra olandese era composto da sette giocatori del Feyenoord Rotterdam (Eddy Pieters Graafland, Hans Kraij, Cor Veldhoen, Reinier Kreijermaat, Rinus Bennaars, Cor van der Gijp e Coen Moulijn) e da cinque dell’Ajax Amsterdam (Tonny Pronk, Bennie Muller, Co Prins, Henk Groot e Sjaak Swart). Quattro mesi dopo la pesante sconfitta interna con il Belgio (0–4), le due fazioni iniziarono una lotta interna alla nazionale che culminò con il rifiuto dei giocatori del Feyenoord di rispondere alle convocazioni della nazionale. 

Tutto nacque dai tragici eventi che caratterizzarono la tradizionale sfida amichevole tra la nazionale olandese e la “London Combination”, vale a dire la selezione dei migliori calciatori delle squadre londinesi quali il Tottenham Hotspurs, l’Arsenal, il Chelsea, il West Ham ed il Queens Park Rangers. In questa gara, disputata all’Olympisch Stadion di Amsterdam, gli inglesi si presentarono con una formazione giovanile che, ad ogni buon conto, era molto più forte dell’Olanda. Sul punteggio di 0–2 i tifosi olandesi iniziarono ad inneggiare ad Abe Lenstra, il grande attaccante frisone che ormai si era ritirano dalla scena calcistica. Fin qui nulla di male, ma poi dai cori pro Lenstra si passò alle offese nei confronti dei giocatori del Feyenoord. In particolare fu preso di mira il suo calciatore più rappresentativo, Coen Moulijn, che, in uno stadio semi deserto, riuscì a comprendere così bene gli insulti da infastidirlo a tal punto che iniziò a sbagliare anche le cose più semplici. 

Terminata la gara ci pensò Co Prins, centrocampista dell’Ajax, ad alimentare le polemiche. “Oggi abbiamo giocato in dieci”. Fu questa frase ad incendiare ulteriormente la già surriscaldata atmosfera. I giocatori del Feyenoord si riunirono e decisero, all’unanimità, di non giocare più con la nazionale e di dedicarsi solo al proprio club. Forse alla base di questa decisione c’era anche la difficoltà che il Feyenoord stava attraversando in campionato. Infatti, dopo il pareggio contro Il Volendam, era arrivata la sconfitta con l’Ajax e poi, un altro mezzo passo falso contro il Willem II Tilburg. Il presidente del club, Cor Kieboom, provò a far cambiare idea ai suoi, ma fu tutto inutile. Pertanto, dopo aver rifiutato di giocare contro il Belgio, l’amichevole del 1 aprile 1962, la KNVB intervenne sospendendo per un anno dalla nazionale i calciatori del Feyenoord, che fecero ritorno solo nel marzo del 1963, per affrontare ancora una volta il Belgio al Feyenoord Stadion. C

omplessivamente la nazionale olandese disputò 7 incontri senza i calciatori del Feyenoord, vincendone 3 e perdendone 4. Il 3 marzo 1963 la frattura si ricompose, ma ormai le micce erano state accese e, a distanza di oltre 50 anni, sono ben lungi dall’essersi spente.

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