giovedì, gennaio 22, 2015

L'ombra del calcioscommesse sul Willem II. Il Volkskrant rivela: nel 2009 truccate due partite di Eredivisie



Se finora il campionato olandese non era mai stato contaminato dallo scandalo del calcioscommesse, ampiamente presente in altri campionati continentali, tra i quali l’Italia, ora l’Eredivisie si ritrova immersa nello stesso fenomeno che mai avremmo pensato potesse coinvolgere la terra dei Tulipani. È stata l’edizione del 17 gennaio 2015 del quotidiano De Volkskrant a scoperchiare il pentolone delle partite truccate, che ha messo a soqquadro la vita della tranquilla cittadina di Tilburg, nel Brabante Settentrionale, dove il Willem II, secondo il giornale, avrebbe manipolato diverse partite della stagione 2009-10.

La federazione olandese, la KNVB, ha annunciato di aver fatto una denuncia penale alla Procura della Repubblica con l’apertura di un fascicolo d’inchiesta contro ignoti, per verificare le accuse che vedrebbero al centro le gare di andata e ritorno disputate dai Tricolores contro Ajax e Feyenoord

Su queste partite sembra esserci lo spettro della mafia di Singapore, Paese tristemente noto all'opinione pubblica per queste vince di matchfixing, come sono denominate in Olanda, che avrebbe versato ai giocatori del Willem II, per ogni partita andata a buon fine, 100.000 euro: l'accordo era, infatti, quello di perdere le partite in questione con almeno due gol di scarto. In particolare gli inquirenti olandesi stanno indagando su:

  • Ajax-Willem II, disputata il 17 ottobre 2009 all’Amsterdam Arena e terminata con pesante passivo di 4-0 per i Lancieri, con gol di Enoh, Sulejmani, Pantelic e Suarez; 


  • Feyenoord-Willem II, disputata il 19 dicembre 2009 al De Kuip e terminata con il minimo punteggio di 1-0 per i Rotterdammers, con gol di Cissé; in questo caso la presunta combine non sarebbe andata in porto a causa dell'esiguo passivo e, perciò, i soldi non sarebbero arrivati a Tilburg.


Alfons Groenendijk, allora allenatore del Willem II, ha dichiarato: "Stavo con il mio staff ogni giorno e avevo una cieca fiducia nei giocatori. Davvero non mi ero accorto di nulla. Sapevamo che questo fenomeno stava accadendo in giro per l’Europa, ma speravo che potesse rimanere lontano dalla mia squadra.

la mia immagineEcco il comunicato emesso dal Willem II all'indomani della notizia: "Siamo scioccati da questa notizia che ci ha sorpreso molto. La manipolazione delle partite di calcio va chiaramente contro a tutte le norme etiche e ai valori che il Willem II predica e in cui crede profondamente. Crediamo che dobbiamo unirci tutti contro questo fenomeno, sia per l’integrità morale dello sport che di quella dei giocatori. Naturalmente collaboreremo pienamente con qualsiasi indagine per arrivare alla verità."

Questo è, invece, il comunicato dell'Ajax in merito alla partita in cui sarebbe coinvolta la squadra allora allenata da Martin Jol: "Non ne sapevamo nulla. Quella partita l'abbiamo vissuta come tutte le altre che abbiamo giocato quella stagione."

la mia immagineIl giocatore-chiave di questa vicenda sembra essere il centrocampista della Sierra Leone Ibrahim Kargbo, in forza tra il 2006 e il 2010 nel club di Tilburg, che avrebbe tenuto i contatti con gli uomini di Singapore e avrebbe anche ricevuto i soldi dopo il match contro l'Ajax. Usiamo il condizionale, perchè lui, che ora gioca nell'Atletico de Portugal, nella seconda divisione portoghese, ammette di essere stato avvicinato da queste persone, ma nega di averle mai incontrate o di aver ricevuto dei soldi. Gli occhi di Kargbo sono umidi e le sue mani tremano mentre alza il cappuccino, durante l'intervista concessa al De Volkskrant

Non è la prima volta che viene accusato di truccare le partite (nel 2008 fu sospeso dalla federazione della Sierra Leone a causa di uno scandalo di corruzione). Ma ora giura sui quattro figli di non saperne nulla. Ora la parola passa alla Magistratura, che dovrà far piena luce sulle rivelazioni a di poco scioccanti del quotidiano olandese..

(Fonte foto: http://www.clupdate.com/ajaxhttp://nos.nl, http://www.goal.com)


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