I talenti del calcio olandese: Tommy Oar, talentino australiano dell'Utrecht


Thomas Michael Oar, per gli amici Tommy, nasce a Southport, nel Queensland, Australia, il 10 dicembre 1991. La sua carriera ha un inizio folgorante: dopo essere cresciuto nelle giovanili del Palm Beach a 16 anni firma il suo primo contratto professionistico con i Brisbane Rovers, a neppure 17 marca il suo primo goal, decidendo,negli ultimi minuti, la gara contro il Wellington Phoenix grazie ad un perfetto calcio di punizione.
Le sue ottime prestazioni gli consentono di trovare tanti estimatori, soprattutto tra gli olandesi: Pim Verbeek, commissario tecnico della nazionale olandese, lo inserisce nella lista dei 30 pre-convocati per il mondiale in Sud Africa (il ragazzo, però, non verrà scelto tra i 23 che partiranno per disputare la manifestazione), mentre alcuni club di Eredivisie cominciano a chiedere informazioni su di lui, nonostante un brutto infortunio ne abbia condizionato il rendimento nella stagione 2009/10, alla fine della quale risulta, comunque, essere il miglio giovane del campionato australiano.
Alla fine, la corsa per il giocatore la vince l'Utrecht, che strappa al Feyenoord, nonchè ad altri club europei, il ragazzo del Queensland, che arriva nella città della torre insieme ai connazionali Zullo e Sarota.
La prima stagione in terra d'Olanda si conclude con appena 11 presenze (7 in campionato e 4 in Europa League), perchè ancora una volta gli infortuni al ginocchio, unitamente agli impegni con la nazionale, sia under 20 che maggiore, ne pregiudicano il rendimento e, di conseguenza, non consentono a Ton du Chatinier, l'allora allenatore dei Domstedelingen, di chiamare in causa con costanza il ragazzo.

Nonostante ciò, il nuovo selezionatore dell'Australia, Holger Osieck decide di convocarlo per la Coppa d'Asia, il massimo torneo continentale, che vedrà i Socceroos arrivare fino alla finale, persa per 2-1 contro il Giappone allenato da Zaccheroni.
Nella stagione successiva, riacquistata finalmente la piena forma fisica, Oar sembra essere tra i titolari inamovibili di Koeman, che vede in lui il perfetto sostituto di Dries Mertens, accasatosi, nel frattempo, al PSV Eindhoven. Con l'addio di Koeman, ed il conseguente affidamento della panchina a Wouters, Oar perde lo status di intoccabile, dovendo applicarsi molto di più per raggiungere, a fine anno, le 19 presenze totali, accompagnate da 2 reti, una delle quali spettacolare contro il De Graafschaap, con una bordata dai 25 metri all'incorcio dei pali.
Non certo dotato di un fisico possente, 170 cm per 64 kg, il numero 10 dell'Utrecht ha nella velocità, nel dribbling e nei cross le sue armi migliori. Tatticamente può essere schierato come seconda punta o come esterno nel 4-4-2, anche se il ruolo in cui si possono apprezzare maggiormente le sue qualità è quello di esterno offensivo nel 4-3-3. Mancino naturale, non è un grande realizzatore, nonostante sia dotato di un buon tiro dalla lunga distanza, come dimostrano gli appena 5 goal messi a segno in 67 presenze tra A-League, Eredivisie, Europa League e Coppa d'Olanda, in compenso si fa molto apprezzare in zona assist, 11 fin'ora, specialmente grazie alla sua capacità di arrivare sul fondo e di servire interessanti traversoni per i propri compagni.
L'attuale stagione sembra poter essere quella della definitiva consacrazione. Già 11, le sue presenze tra campionato e Coppa d'Olanda, condite da ben 4 assist.
Fin'ora l'ascesa di Oar è stata frenata da alcuni brutti infortuni e dalla sua discontinuità di rendimento, dovuta anche alla giovane età, ma molti addetti ai lavori sono pronti a scommettere su un radioso futuro per questo giovane. Sarà così? Solo col tempo sapremo la risposta, sicuramente Oar ha qualità fuori dal comune ma, ora che sembra essersi messo alle spalle tutte le noie fisiche, dovrà dimostrarle appieno.

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