Eredivisie: La stagione 1991-92


Nonostante la stagione 1991 – 92 vedesse ai nastri di partenza 18 squadre, i riflettori toccavano di diritto alle due stelle storiche: il PSV Eindhoven, campione in carica, e l’Ajax Amsterdam, vice campione, dopo una avvincente volata, conclusasi con l’assegnazione del titolo alla squadra della Philips per differenza reti. Se si esclude il successo del Feyenoord Rotterdam nel 1984, esse monopolizzavano il campionato da sempre e tutto lasciava pensare che il prossimo torneo non avrebbe cambiato spartito.
Al PSV Eindhoven il bomber Romario, rientrato in ritardo dal Brasile (la giustificazione parla di motivi familiari) aveva trovato un nuovo compagno di reparto: Wim Kjeft. L’ex attaccante di Pisa e Torino era già stato con i biancorossi dopo la parentesi italiana, ma un’accesa rivalità con Gerald Vanenburg lo aveva indotto a trasferirsi in Francia, nelle fila del Bordeaux. Sulla rosa dei campioni non si discuteva, ma più di un giocatore non era in grado di presentarsi al via al massimo della condizione. Gheorghe Popescu, Adrie van Tiggelen, Berry van Aerle, Johan Linskens ed Eric Gerets erano in ritardo di preparazione, mentre Jozef Chovanec, se avesse dimostrato di aver completamente recuperato dall’infortunio dell’anno precedente, sarebbe stato ceduto agli spagnoli del Burgos.
L’Ajax Amsterdam non aveva ottenuto l’amnistia dall’UEFA ed avrebbe quindi disputato le prime tre partite europee (ovviamente se avesse superato il primo turno…) a 100 km dallo stadio de Meer. Per quanto riguardava la Eredivisie la compagine allenata dal “santone” Leo Beenhakker, fallita l’occasione nella passata stagione proprio sul filo di lana, avrebbe ritentato di certo l’impresa. Gli oltre 2,6 milioni di euro incassati dal Barcellona per la cessione di Richard Witschge, erano stati investiti in acquisti lampo: Alphons Groenendijk dal Roda JC Kerkrade e John van Loen dall’Anderlecht, che avevano entrambi sottoscritto un contratto triennale.

Uno scalino sotto le due regine, si situavano Feyenoord Rotterdam, FC Utrecht e FC Groningen, squadre di provata capacità agonistica, ma che non potevano contare su un pubblico altrettanto vasto. Il Feyenoord Rotterdam era stato completamente restaurato e, dopo le note vicende giudiziarie, avrebbe dovuto affrontare anche la Coppa delle Coppe. Il suo problema più impellente era l’infermeria, che risultava praticamente al completo: C’era da vedere in quanti sarebbero riusciti ad uscire entro il 25 agosto. Hans Dorjee, quest’anno sulla panchina dei biancorossi dopo essere stato vice al PSV Eindhoven, avrebbe dovuto scoprire se, e in che misura, Ioan Ovidiu Sabau si fosse ripreso dai problemi al ginocchio. Sempre alla delicata articolazione erano dovuti i fastidi di Peter Bosz, John de Wolf e Josef Kiprich, ma la loro situazione era meno preoccupante. Il FC Groningen, che l’anno precedente fu buon terzo, stava cercando di trattenere per un’altra stagione lo jugoslavo Milko Djurovski anche per assicurarsi i successivi diritti di trasferimento del giocatore, all’incirca 500.000 euro. I biancoverdi restavano una squadra lunatica, capace di grandi imprese e di altrettante delusioni. Il FC Utrecht, grazie al quarto posto, ritrovava il palcoscenico europeo dove comparve l’ultima volta di fronte all’Hellas Verona. Un solo arrivo di rilievo nella campagna acquisti, Cooke dal SVV Dordrecht, costringeva ancora la squadra a contare sul “vecchio” Wlodzimierz Smolarek per mantenere almeno il passaporto UEFA. Problemi medici anche per il FC Den Haag che aveva la punta Cor Lems fuori uso per una lesione al tendine d’achille. Una notazione per le neopromosse: il De Graafschap Doetinchem, sulle ali dell’entusiasmo, aveva già venduto 3.000 abbonamenti di tribuna.
La stagione si apriva con la prima edizione della Supercoppa d’Olanda; di fronte i Campioni d’Olanda del PSV Eindhoven e i vincitori della Coppa d’Olanda del Feyenoord Rotterdam. Partita dura con due espulsi: Johan de Wolf al 53’ per il Feyenoord Rotterdam e Wim de Jong per il PSV Eindhoven al 74’. La gara veniva risolta dal rumeno Marian Damaschin che, dopo 10 minuti, con una girata volante sotto porta dava il successo agli uomini di Hans Dorjee. Il campionato iniziava con un programma ridotto quasi all’osso, dato che le grandi, Ajax Amsterdam e PSV Eindhoven, preferivano giocare gare amichevoli in giro per l’Europa per raccogliere gloria e soldi. Tra le gare rinviate spiccava Feyenoord Rotterdam–Ajax Amsterdam da disputarsi alla terza giornata. Alla quinta giornata era in programma PSV Eindhoven–Ajax Amsterdam, ma questa volta la gara veniva rinviata per motivi di ordine pubblico. Due settimane più tardi riesplodeva la violenza dei tifosi nel campionato olandese: un gravissimo episodio di delinquenza organizzata caratterizzava il settimo turno di campionato. Il sindaco di Groningen vietava lo svolgimento dell’incontro tra i locali e l’Ajax Amsterdam, dopo che la polizia cittadina aveva arrestato una decina di sostenitori della compagine di casa mentre erano intenti a distribuire, per le strade, manifesti che invitavano la popolazione “ad accogliere i tifosi dell’Ajax Amsterdam con spranghe, bastoni e bombe”. Messe ovviamente in allarme da questi segnali di guerra, le autorità di polizia ordinavano una serie di perquisizioni nelle abitazioni degli individui più conosciuti tra quelli già controllati. Nelle loro case venivano ritrovati rudimentali ordigni che, secondo la polizia, “se usati all’interno di uno stadio avrebbero potuto provocare una vera strage”. I sostenitori dell’Ajax Amsterdam, molti dei quali si erano già sposati a nord per seguire i propri beniamini, si erano chiaramente imbestialiti per il viaggio a vuoto, e promettevano che si “sarebbero vendicati”.
Tornando al calcio giocato come tutti gli anni, all’inizio del torneo, c’era sempre una squadra rivelazione, e stavolta era il turno del Vitesse Arnhem che comandava imbattuto la classifica. A sorpresa, al secondo posto, c’era l’RKC Waalwijk trascinato dai gol di Harry Decheiver che, con sette reti in altrettante partite, era al comando della classifica marcatori. Alla decima giornata scoppiava il “caso Beenhakker”: alla fine dell’incontro di campionato tra l’Ajax Amsterdam e il Fortuna Sittard, l’allenatore dei lancieri, Leo Beenhakker, invece di recarsi alla consueta conferenza stampa del dopo partita decideva di svignarsela da una uscita secondaria dello stadio. I giornalisti ed i dirigenti della squadra lo aspettavano invano e a questo punto il presidente della squadra, van Praag, era costretto a cedere di fronte alle domande incalzanti dei giornalisti. Leo Beenhakker aveva chiesto ed ottenuto la rescissione del contratto, firmato a febbraio, per andare ad allenare il Real Madrid. Il presidente van Praag si affrettava ad aggiungere: “l’atteggiamento di Beenhakker è inqualificabile: non ha fatto che strumentalizzare l’Ajax Amsterdam per poter ottenere più soldi da parte del Real Madrid”. Lo sconcerto si manifestava anche tra i giocatori: Leo Beenhakker se ne era andato senza neanche salutarli e senza comunicargli la notizia del suo divorzio dall’Ajax Amsterdam. Se la partenza dell’allenatore poteva creare qualche scompenso all’interno dello spogliatoio, i biancorossi di Amsterdam rispondevano prontamente con un perentorio 4–0 allo Sparta Rotterdam. La pratica veniva risolta in venti minuti da una doppietta di Stefan Pettersson e dai gol di Aaron Winter e Brian Roy. L’arrivo di Louis van Gaal alla guida dei biancorossi sembrava aver dato tranquillità alla squadra. Nel frattempo il Feyenoord Rotterdam, dopo aver pareggiato per 1–1 in casa con il PSV Eindhoven, andava a vincere a l’Aja la gara di recupero contro il FC Den Haag: 4–1 il punteggio finale firmato Damaschin, Fraser, Kiprich e Blinker che ribaltavano il gol di van der Laan (un ex del Feyenoord Rotterdam). La notizia migliore era comunque quella che il Feyenoord Rotterdam, dopo lunghissimo tempo tornava a comandare, seppur con tre gare il più del PSV Eindhoven, la Eredivisie. Con il Feyenoord Rotterdam leader solitario della classifica, la sfida di recupero tra PSV Eindhoven e Ajax Amsterdam passava in secondo piano: il PSV Eindhoven partiva a spron battuto e nel giro di tre minuti infilava per ben due volte la retroguardia dell’Ajax Amsterdam: Kalusha Bwalya al 17’ e Romario al 20’ tramortivano i biancorossi. Era Dennis Bergkamp, sempre più trascinatore, a guidare la rimonta: un suo gol al 28’ riapriva la gara, quindi al 52’ era la volta di Wim Jonk che con un gran tiro pareggiava l’incontro. Ma gli uomini di Bobby Robson riuscivano, sette minuti dopo, a segnare il gol decisivo grazie ad una zampata vincente del colored Kalusha Bwalya. L’Ajax Amsterdam continuava la stagione arrancando dietro la coppia PSV Eindhoven e Feyenoord Rotterdam. Gli uomini di Hans Dorjee, grazie ad una solida difesa, riuscivano a supplire ad un attacco non certo formidabile. Ma l’orgoglio dell’Ajax Amsterdam esplodeva proprio nella gara contro il Feyenoord Rotterdam. Al de Meer, un Ajax Amsterdam spettacolare rifilava tre gol alla miglior difesa del campionato, lasciando a Jozef Kiprich il gol della bandiera a tempo scaduto.
Dopo la pausa invernale ripartiva la stagione ed era sempre la solita musica: il PSV Eindhoven travolgeva 4–1 lo Sparta Rotterdam, l’Ajax Amsterdam con il medesimo punteggio si sbarazzava del MVV Maastricht ed il Feyenoord Rotterdam, con un secco 3–0, metteva nei guai il FC Den Haag. La cosa incredibile, in casa Feyenoord Rotterdam, erano i fischi con cui i tifosi davano il bentornato al tecnico Hans Dorjee, rientrato dopo l’infarto che lo aveva colpito. I “kakkenlaken” preferivano la conferma di Wim Jansen che aveva ben condotto la squadra in questa prima metà di stagione. Se il campionato sembrava chiuso per lo strapotere del PSV Eindhoven, imbattuto da 21 giornate, ci pensava Stefan Pettersson a rimettere le cose al posto. Un suo gol dava il successo all’Ajax Amsterdam nella sfida contro i campioni: a questo punto la classifica vedeva il PSV Eindhoven a 36, il Feyenoord Rotterdam a 35 e l’Ajax Amsterdam a 32. Durante la stagione si stava mettendo in mostra l’ennesimo gioiello del calcio olandese, ma la cosa strana era che, almeno per una volta, non si trattava di un giocatore di PSV Eindhoven o Ajax Amsterdam: l’uomo in questione era Gaston Taument del Feyenoord Rotterdam, ala destra dalla pelle scura che per il suo aspetto fisico ricordava il più celebre Ruud Gullit. Mentre le grandi squadre continuavano a dominare la stagione, già si annunciavano i cambi di panchina per la stagione successiva: al PSV Eindhoven, il tecnico inglese Bobby Robson sarebbe stato sostituito da Hans Westerhof, tecnico del FC Groningen, mentre Dick Advocaat sarebbe stato il successore di Hans Dorjee sulla panchina del Feyenoord Rotterdam. Nel frattempo in Europa era tempo di coppe e per l’Olanda restavano il lizza il Feyenoord Rotterdam, vincitore per 1–0 sul Tottenham Hotspurs in Coppa delle Coppe, e l’Ajax Amsterdam, che impattava per 0–0 sul campo del Gand in Coppa UEFA. Ne approfittava così il PSV Eindhoven che batteva per 2–0 il Vitesse Arnhem e allungava di quattro punti sulla coppia Ajax Amsterdam e Feyenoord Rotterdam. Erano proprio queste due squadre a disputare l’ultimo quarto di finale della Coppa d’Olanda ed un gol dell’ex Rob Witschge regalava al Feyenoord Rotterdam la qualificazione alle semifinali e la quasi certezza, viste le squadre restanti, della vittoria finale. A sei turni dalla fine il Feyenoord Rotterdam cedeva in casa contro l’MVV Maastricht mentre PSV Eindhoven e Ajax Amsterdam vincevano in goleada i rispettivi incontri.
La “bomba” veniva però innescata da Cees den Braven presidente del SVV Dordrecht ‘90 che rilasciava un’intervista, a dir poco curiosa, ad un giornalista olandese. Cees den Braven accusava apertamente i giocatori di colore della sua squadra di essere ex drogati o di avere un conto aperto con la giustizia. Tutto questo perché il presidente del SVV Dordrecht era irritato per i continui ritardi con cui alcuni giocatori arrivavano agli allenamenti. La situazione si risolveva con den Braven che versava un contributo ad una associazione anti razzista e tante scuse ai giocatori. Ajax Amsterdam e Feyenoord Rotterdam volavano in semifinale nelle rispettive coppe europee, mentre in campionato a dominare era il PSV Eindhoven. La vittoria per 2–1 sull’undici di Hans Dorjee (Fraser al 21’, Popescu al 54’ e Romario al 61’) portava a otto i punti di vantaggio del PSV Eindhoven proprio sul Feyenoord Rotterdam. Ma la squadra della città portuale puntava ormai alle due coppe in cui era ancora in lizza: il pareggio per 1–1 a Montecarlo col Monaco lasciava ben sperare in vista del ritorno, mentre in Coppa d’Olanda, solamente ai rigori, riusciva ad avere la meglio sui cugini dello Sparta Rotterdam, approdando così in finale. Clamorosamente, al Feijenoord Stadion, era il Monaco a spuntarla: infatti il 2–2 condannava, per la regola dei gol in trasferta, gli olandesi, mentre l’Ajax Amsterdam, dopo quattro anni ritornava a giocare una finale europea. Stavolta, in Coppa UEFA, c’era il Torino, che invece vi approdava per la prima volta nella sua storia.
Il PSV Eindhoven rifilava un tondo 5–0 al RKC Waalwijk grazie alle doppiette di Gerald Vanenburg, Wim Kieft ed un gol del brasiliano Romario. I cinque punti di vantaggio sull’Ajax Amsterdam a due giornate dalla fine non erano matematicamente sufficienti a dare il titolo agli uomini di Bobby Robson, poiché l’Ajax Amsterdam aveva disputato una gara in meno. Per uno scherzo del destino, il PSV Eindhoven vinceva il secondo titolo consecutivo sul campo del FC Groningen, allenato da Hans Westerhof futuro tecnico dei campioni. Il mercoledì successivo, allo Stadio delle Alpi di Torino, l’Ajax Amsterdam giocava la gara di andata della finale di Coppa UEFA contro il Torino. Fino a quel momento gli olandesi erano stati la miglior squadra del torneo, sia tatticamente sia tecnicamente. Dopo una vita trascorsa all’ombra, Louis van Gaal, con il suo gioco sembrava aver “riesumato” la grande Ajax Amsterdam di Kovacs che, all’inizio degli anni settanta, aveva rivoluzionato il calcio. Era Wim Jonk dopo 14’ a spezzare l’equilibrio, ma il Torino con grande generosità riusciva a ribaltare la situazione con una doppietta di Walter Casagrande. Il pareggio veniva siglato da un rigore di Stefan Pettersson per il 2–2 finale. Nella gara di ritorno i lancieri si limitavano a controllare l’incontro e lo 0–0 finale dava il successo all’Ajax Amsterdam. In Olanda, col PSV Eindhoven campione, si disputava la finale di Coppa d’Olanda e, per il secondo anno consecutivo, era il Feyenoord Rotterdam a spuntarla: de Wolf, Taument e Kiprich erano i marcatori del perentorio 3–0 con cui i ragazzi di Hans Dorjee superavano il Roda JC Kerkrade.
Pos
Classifica
P
G
V
N
P
GF
GS
1
PSV Eindhoven
58
34
25
8
1
82
24
2
Ajax Amsterdam
55
34
25
5
4
83
24
3
Feyenoord Rotterdam
49
34
20
9
5
54
19
4
Vitesse Arnhem
40
34
15
10
9
47
33
5
FC Groningen
39
34
14
11
9
44
37
6
FC Twente Enschede
35
34
13
9
12
53
49
7
MVV Maastricht
35
34
11
13
10
42
44
8
Sparta Rotterdam
35
34
11
13
10
50
53
9
Roda JC Kerkrade
35
34
12
11
11
41
45
10
RKC Waalwijk
34
34
10
14
10
50
49
11
FC Utrecht
33
34
9
15
10
37
39
12
Willem II Tilburg
31
34
11
9
14
44
45
13
FC Volendam
28
34
10
8
16
34
50
14
Fortuna Sittard
25
34
7
11
16
36
50
15
SVV Dordrecht 90
25
34
9
7
18
38
64
16
FC Den Haag
22
34
6
10
18
35
63
17
De Graafschap Doetinchem
21
34
6
9
19
29
59
18
VVV Venlo
12
34
3
6
25
32
84

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