Eredivisie: La stagione 1985-86


Come sono lontani gli anni in cui il calcio olandese era una delle forze emergenti al mondo ed i suoi giocatori erano presi ad esempio come veri e propri capiscuola. Adesso, invece, nel paese dei tulipani e dei mulini a vento, di soldi ne girano pochissimi; conseguenza di ciò è che la campagna trasferimenti virtualmente non c’è stata. I giocatori che hanno cambiato maglia, infatti, sono stati una ristretta minoranza e, più che altro, i loro movimenti hanno riguardato al solito Ajax Amsterdam, Feyenoord Rotterdam e PSV Eindhoven forte, quest’ultima, delle immissioni di denaro “fresco” che tutti gli anni opera la Philips, proprietaria del club di Eindhoven.

Per quanto riguarda l’Ajax Amsterdam il nuovo allenatore è Johan Cruijff, alla sua prima esperienza, e circondato, come ovvio che sia, da un alone di perplessità e di curiosità. Squadra giovanissima (l’età media è di 25 anni), l’Ajax Amsterdam ha aumentato il tasso di esperienza della rosa assicurandosi le prestazioni del centrocampista Arnold Mühren, 38 anni ex Ipswich Town e Manchester United. Dopo nove anni, da Amsterdam è partito Dick Schoenaker, 32 anni attaccante di buona caratura, passato al FC Twente Enschede.

Anche al Feyenoord Rotterdam ci sono importanti novità: per quanto riguarda la panchina Ab Fafié, ex vice del licenziato Thijs Libregts, è stato riconfermato alla guida dei biancorossi dopo essere subentrato durante la passata stagione, ed al suo fianco, come vice, una delle bandiere del club di Rotterdam: Wim van Hanegem, centrocampista di qualità eccelsa degli anni settanta. Da segnalare poi una cessione importante: Ruud Gullit, attaccante della nazionale, passato al PSV Eindhoven per scadenza di contratto e molti soldi. In compenso tre gli arrivi: il ventinovenne attaccante danese Ole Sorensen dal FC Twente Enschede (che ha rinunciato a lui dopo essersi assicurato Dick Schoenaker), il centrocampista, anch’egli pure danese, Eriksson ed il difensore Molenaar dell’Ajax Amsterdam. Poi, a mercato virtualmente chiuso, il Feyenoord Rotterdam ha dovuto accusare anche la partenza dell’ex torinista Renè van de Korput, passato al Colonia.

Ad Eindhoven il primo fatto importante da segnalare è la conferma di Jan Reker come allenatore; ma c’è di più: il tecnico dell’undici targato Philips è il solo, in tutto il campionato olandese, a non essere mai stato avvicendato prima della regolare scadenza del contratto. Quest’anno malgrado le partenze di Kennet Brylle, Johan Wildshut e Seghers (un attaccante, un centrocampista e un portiere), Jan Reker dovrebbe stare più tranquillo visto che l’arrivo di Ruud Gullit in attacco, Frank Arnesen a centrocampo ed Eric Gerets in difesa dovrebbero aumentare notevolmente la forza e la qualità della sua squadra.

Ancora una volta, come accade da ormai molti anni, la questione scudetto dovrebbe essere un affare riservato tra Ajax Amsterdam, Feyenoord Rotterdam e PSV Eindhoven, tutte le altre apparendo troppo deboli per inserirsi in questo vero e proprio discorso di vertice.

Sarà comunque interessante vedere cosa faranno l’FC Utrecht (una delle tre squadre con FC Den Bosch e Go Ahead Eagles Deventer a non avere stranieri e che sarà impegnato anche in Coppa delle Coppe), che presenterà una squadra di giovanissimi (solo tre dei suoi componenti hanno 25 anni, tutti gli altri ne hanno meno) e lo Sparta Rotterdam. L’undici di Rotterdam, ripescato per la Coppa UEFA dopo la squalifica delle squadre inglesi, ha confermato l’allenatore Theo Vonk. Detto delle tre che lotteranno per il titolo, soltanto FC Groningen, FC Utrecht, Haarlem, Roda JC Kerkrade e Sparta Rotterdam possono partire senza problemi, le restanti otto invece, con le neopromosse SC Heracles Almelo, VVV Venlo e MVV Maastricht in prima fila, dovranno cercare soprattutto di evitare la retrocessione.

Ad inizio stagione c’è da registrare il ritiro di Jan Jongbloed, ex portiere della Nazionale ed attuale numero uno del Go Ahead Eagles Deventer. Un problema di natura cardiaca lo obbliga a lasciare il calcio giocato all’età di 45 anni, risultando il giocatore più vecchio di sempre a disputare una gara di Eredivisie. Il PSV Eindhoven, trascinato da un Ruud Gullit autore di 24 reti, dopo la sconfitta alla seconda di campionato contro il FC Den Bosch, inanellava una serie di 32 partite utili chiudendo con 8 punti di vantaggio sull’Ajax Amsterdam e ben 16 sul Feyenoord Rotterdam, che crollava nel girone di ritorno dopo il secondo posto al termine delle prime diciassette partite.

Il PSV Eindhoven rimarcava la sua forza vincendo entrambi gli scontri diretti con il Feyenoord Rotterdam e strappando tre punti su quattro ai biancorossi di Amsterdam. Proprio l’Ajax Amsterdam si consolava con il secondo posto ed il miglior attacco (ben 120 reti!) grazie anche al formidabile attaccante Marco van Basten, che si confermava per la terza volta consecutiva capocannoniere realizzando la bellezza di 37 reti. Marco van Basten raggiungeva così, con tre successi, attaccanti del calibro di Ove Kindvall, del Feyenoord Rotterdam anni ’70 e “sua maestà” Johan Cruijff. Oltre a poter tentare di vincere per la quarta volta consecutiva il titolo di tiratore scelto del campionato olandese (impresa riuscita solo a Ruud Geels dell’Ajax Amsterdam dal 1975 al 1978) Marco van Basten si assicurava il successo anche nella Scarpa d’Oro, riconoscimento che andava al miglior bomber d’Europa. L’Ajax Amsterdam, campione uscente, doveva accontentarsi di conquistare la Coppa d’Olanda, in una finale senza storia contro la sorprendente formazione di seconda divisione dell’RBC Roosendaal, vincendo per 3–0. Tra le curiosità da segnalare la rete realizzata da Jan van Grinsven, portiere del FC Den Bosch, autore del gol del 2–2 nella gara interna contro il Roda JC Kerkrade.

Prima che iniziasse il campionato, quindi, a fronteggiarsi erano due “filosofie”: quella dell’Ajax Amsterdam, all’insegna del “fatto in casa”, e quella del PSV Eindhoven che, forte dei fiorini provenienti dalla sponsorizzazione Philips, aveva dominato il mercato. Decisi fautori di questa politica sono il presidente del PSV Eindhoven, Ruts, e il direttore tecnico Hans Kraay, ex nazionale olandese. Entrambi, consideravano una squadra di calcio alla stessa stregua di una qualunque attività industriale che, per imporre il proprio prodotto, ha bisogno di immagine, quindi investimenti “sicuri” e che producano reddito. A sollecitare Ruts e Kraay ad operare in una certa direzione era stato soprattutto il desiderio d’Europa; lo stesso che aveva manifestato Johan Cruijff per l’Ajax Amsterdam pur se su un versante opposto: quello dell’autarchia.

Per ottenere un risultato che aveva permesso di riportare il PSV Eindhoven ai vertici delle classifiche ad otto anni dall’ultima volta, Ruts e Kraay avevano seminato bene e il primo raccolto li aveva largamente ripagati tanto delle spese sostenute quanto delle scelte effettuate. Il momento più difficile della loro operazione, però, deve ancora venire: conquistato il titolo, adesso, ad attendere il PSV Eindhoven ad una conferma di vertice non è più solo l’Olanda ma l’intera Europa, un teatro in cui Ajax Amsterdam e Feyenoord Rotterdam si sono espresse più volte mietendo successi ed onori e nel quale la Philips pretende che anche la sua squadra non fallisca.

Pos
Classifica
P
G
V
N
P
GF
GS
1
PSV Eindhoven
60
34
27
6
1
100
22
2
Ajax Amsterdam
52
34
25
2
7
120
35
3
Feyenoord Rotterdam
44
34
19
6
9
74
50
4
FC Groningen
40
34
17
6
11
57
40
5
Roda JC Kerkrade
39
34
16
7
11
76
51
6
FC Den Bosch
37
34
13
11
10
50
41
7
Sparta Rotterdam
37
34
13
11
10
54
59
8
Fortuna Sittard
34
34
11
12
11
47
47
9
AZ’67 Alkmaar
34
34
11
12
11
40
55
10
Go Ahead Eagles
33
34
13
7
14
47
62
11
Haarlem
32
34
10
12
12
48
47
12
FC Utrecht
32
34
11
10
13
40
46
13
FC VVV Venlo
27
34
11
5
18
39
62
14
FC Twente Enschede
27
34
8
11
15
36
69
15
Excelsior Rotterdam
25
34
9
7
18
31
48
16
MVV Maastricht
24
34
8
8
18
34
60
17
NEC Nijmegen
23
34
9
5
20
33
59
18
SC Heracles Almelo
12
34
3
6
25
26
99



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